By Remigia Spagnolo – Professional Dreamers Project

Siamo consapevoli che dentro di noi dimora un sogno? Se la risposta è si, dovremmo porcene comunque un’altra: lo stiamo nutrendo ed esprimendo in modo appropriato, genuino, in modo da progredire personalmente e collettivamente?

Siamo tutti viandanti, alla ricerca del nostro sogno, del nostro “ignoto promettente”, anche se spesso è più facile dire di non averne nessuno o addirittura di non “volerne” nessuno.

Oppure sentiamo di sapere già quale sia il nostro sogno, ma non riusciamo a renderlo reale, a viverlo, a capire di quali esperienze e competenze abbiamo bisogno per realizzarlo.

Sì, perché “sognare” è un processo che richiede impegno e fatica, ma soprattutto la consapevolezza di cosa si nasconda dietro l’apparenza delle nostre maschere che esibiamo all’esterno.

Eppure, mai come oggi abbiamo bisogno di “sognatori di professione”: persone capaci di non cedere all’impotenza, ma di seguire la verità dei propri desideri. Intendendo il sogno non come evasione dal reale, ma come capacità di individuare ciò che vorremmo far accadere e quindi di far accadere ciò che vorremmo. Come capacità di guardare a noi stessi, alle cose, agli avvenimenti, in modo nuovo. Perché, come disse Wayne Dyer, quando cambi il modo di guardare alle cose allora vedi le cose cambiare.

LE QUATTRO TIPOLOGIE DI SOGNATORI

Professionisti senza sogni 

“É la consapevolezza del modo in cui siamo bloccati che ci permette di liberarci” Fritz Perls (1893-1970) 

Sono gli esperti del mestiere.

Professionisti senza Sogni sono razionali e metodici, generalmente molto competenti in quello che fanno, avendo sviluppato principalmente le modalità cognitive del cervello sinistro: razionalei(anche se non sempre ragionevoli) logico lineari, amanti dei fatti e delle evidenze da cui dedurre cause e conseguenze. Sono affidabili e tendono a ricoprire mestieri dove sono importanti le procedure e le regole. Il loro contributo garantisce ordine ed efficienza in qualsiasi contesto lavorativo. Tendono generalmente a farsi autocritica e/o a emettere giudizi sugli altri, ma hanno qualche difficoltà ad accedere alle proprie emozioni per entrare in contatto reale con se stesse. Affrontano la vita, le cose, gli avvenimenti con un approccio un po’ freddo e distaccato. Il loro approccio è generalmente caratterizzato da doverismo e capita loro di giudicare gli altri usando se stesse come metro di misura. Spesso guardano con sospetto le emozioni proprie e altrui e hanno paura di perdere il controllo. Se all’interno di contesti che richiedono un importante cambiamento personale possono provare un forte stress e sentimenti di timore per il loro futuro, che vivono con ansia. Tendono a progettare il futuro talvolta senza chiedersi se ciò che fanno è veramente in linea con le loro aspirazioni e talenti. Per queste persone, qualora stiano attraversando un periodo di revisione nella loro vita, affrontare un cambiamento è difficile, ma proprio per questo sfidante e possibile.

Un progetto personale, un’esplorazione, che faccia entrare queste persone in contatto con se stesse, le aiuterà a sviluppare quelle capacità immaginative e di autocomprensione che le renderanno dei professionisti completi.

Sognatori senza Professione 

“Credendo appassionatamente in qualcosa che ancora non esiste, noi lo creiamo. Ciò che non esiste è ciò che non abbiamo desiderato abbastanza” .

Nikos Kazantzakis (1883-1957), da Zorba il Greco 

Sono sognatori senza mestiere.

Sognatori senza Professione sono generalmente persone immaginative e creative, con molte idee, che possono esprimersi bene in attività artistiche o anche in ruoli e mestieri aziendali che richiedano di pensare oltre gli schemi. Ricche di intuizioni e iniziative, fanno fatica a guardare ai propri sentimenti e spesso sono spinte da preferenze e avversioni di cui non sanno comprendere le origini. Se si trovano a lavorare in aziende gerarchiche e/o con numerose procedure organizzative da rispettare queste persone possono avvertire profonda insoddisfazione e stress. Vogliono esprimersi nel “qui e ora” e hanno difficoltà a seguire pianificazioni che limitino la loro creatività. Talvolta tendono a rimandare le cose burocratiche e organizzative in quanto aspetti che le mettono a disagio, perdendo di vista la loro importanza per il loro progetto. Sono persone spesso non comprese da colleghi più razionali. Possono beneficiare dal lavorare insieme a persone organizzate se in modo complementare e non in modo competitivo.

Un progetto personale, un’esplorazione, che assecondi le loro spinte creative, sarà in grado di sviluppare quelle capacità analitiche e organizzative e di pianificazione che le renderanno dei professionisti completi. 

Sognatori Nostalgici

“La venerazione del passato conduce a un pessimismo ingiustificato sul presentee impedisce di capire che l’avvenire non è già più quello che era” .

Ambroise Paul Toussaint Jules Valéry (1871-1945) 

Sono sognatori in pensione.

Il Sognatore Nostalgico ha difficoltà a fare progetti e ad individuare un futuro da realizzare. Affidandosi ai ricordi e all’esperienza, egli rimugina sul passato e tende a subire il presente, faticando nell’immaginarsi un futuro. Sente la necessità di un cambiamento ma nello stesso tempo ne ha paura, in quanto si sente vulnerabile e con poca energia. Gioca in rimessa e sogna il tempo che fu. Vive intense emozioni, alimentate dai ricordi di esperienze passate. Quelle difficili o dolorose lo rendono sospettoso e timoroso verso le opportunità future che gli si presentano. Cerca di difendersi dai cambiamenti, adducendo scuse e spiegazioni razionali. Se avanti con l’età, tende ad essere critico verso il comportamento dei colleghi giovani che svolgono la sua stessa professione e mestiere. Un progetto personale, un’esplo­razione, che ri-svegli le sue capacità immaginative e le sue energie sopite, sarà in grado di aiutarlo. 

Sognatori di Professione 

“Riesce in tutto chi si dà da fare mentre aspetta”

Thomas Alva Edison (1847-1931) 

Sono anime verso la loro stella.

Sognatori di Professione vogliono esprimersi in un proprio progetto per imparare cose nuove e aggiornarsi costantemente per stare al passo con un mondo che cambia. Intraprendono la loro ricerca con una discreta consapevolezza accompagnata da un pensiero positivo anche di fronte ad ostacoli e ad avversità, errori e battute di arresto. Non sono perfetti, come nessuno lo è, e non sono necessariamente eroi o persone famose per il loro successo. Sono persone che amano esplorare e imparare da prove ed errori. Si adoperano per superare ostacoli e avversità anche grazie all’acquisizione delle competenze che necessitano per fronteggiare il cambiamento. Spesso si accorgono quando stanno pensando pensieri di altri e adottando stereotipi e pregiudizi, per poi riprendere a pensare in modo più costruttivo e originale. Comprendono che dietro al cambiamento si nascondono timori e ragioni che vanno ascoltate e sono disposti ad esplorarsi ed ad esplorare. Sono capaci di riconoscere le limitazioni nella loro area di comfort e di verificare quanto abitudini di comportamento, procedure di lavoro, strumenti e metodi, siano funzionali agli obiettivi di cambiamento o se invece necessitino di revisioni. Molto spesso in questo processo scoprono che hanno molte più risorse di quelle che credevano di avere. Il loro entusiasmo spesso non viene compreso o può venire talvolta scambiato per superficialità.

Articolo pubblicato da Remigia Spagnolo. Tutti i diritti sono riservati. Vietata la riproduzione per qualsiasi finalità.