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INFORMAZIONI SULLA SCRITTRICE

Paola Mastrocola è nata nel 1956 a Torino, città dove risiede.

È scrittrice di successo e insegnante di Lettere in un liceo scientifico. Dopo la Laurea ha insegnato Letteratura Italiana all’Università di Uppsala, in Svezia. Fino al 1992 ha scritto commedie per ragazzi per la Compagnia del Teatro dell’Angolo; ha inoltre pubblicato due raccolte di poesie, La fucina di quale Dio, Genesi 1991, e Stupefatti, Caramanica 1999, nonché saggi sulla letteratura italiana del Trecento e del Cinquecento.

Presso la Casa Editrice Guanda ha pubblicato diverse opere, di cui alcune pluripremiate

  • Il suo esordio narrativo è avvenuto con La gallina volante, col quale ha vinto il Premio Italo Calvino per l’inedito 1999, il Premio Selezione Campiello 2000 e il Premio Rapallo Carige per la Donna Scrittrice 2001;

  • con Palline di pane è stata finalista al Premio Strega 2001;

  • Una barca nel bosco le fa vincere il Premio Campiello 2004 e Premio Alassio Centolibri - Un autore per l'Europa 2004;

  • Più lontana della luna (2007);

  • La narice del coniglio (2009);

  • il pamphlet narrativo La scuola raccontata al mio cane (2004);

  • due romanzi-favola: Che animale sei? Storia di una pennuta (2005), da cui è stato tratto l’ononimo graphic novel (2009), e Se Covano i lupi (2008);

  • la raccolta di poesie La felicità del galleggiante (2010);

  • il suo ultimo libro, uscito a febbraio 2011Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare, ha venduto migliaia di copie in poche settimane. Nel libro-saggio riporta un'analisi impietosa e grave della situazione attuale non solo della scuola, ma della cultura, della società, della vita degli italiani, del futuro dei giovani. Tuttavia non è nelle sue intenzioni parlare di scuola. Come esprime nella sua intervista pubblicata nel mio sito: “..Togliamo il disturbo è un libro che mi sposta molto nel mondo della scuola creando un equivoco ineluttabile: la gente mi prende per una che parla di scuola. Ma, ti sembrerà strano, in questo libro, nelle mie intenzioni, io non parlo proprio di scuola. Parlo della vita, dell’uomo, di quello che vedo intorno a me. Per combinazione, io lavoro in una scuola e il mio punto di osservazione è una scuola: quindi parlo di scuola. Ma questo non è un libro di scuola perché io non ho studiato la scuola, non sono un’esperta. È un equivoco da cui non riesco ad uscire, e che mi pesa un po’…

In particolare, il libro è una sua “personale preghiera i giovani, perché scelgano loro, in prima persona, la vita che vorranno, ignorando ogni pressione, sociale e soprattutto famigliare. E perché, in un mondo che li vezzeggia, li compatisce, e ne alimenta ogni giorno il vittimismo, essi con un gesto coraggioso e rivoluzionario si riprendano la libertà di scegliere se studiare o no, sovvertendo tutti gli insopportabili luoghi comuni che almeno da quarant’anni ci governano e opprimono.


È sposata, con un figlio, con il sociologo ed editorialista Luca Ricolfi.

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dainese
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